La storia

1898 – Viene fondata la F.P.I. Federazione Prealpina Italiana.

1919 – Viene fondata la F.A.I. Federazione  Alpinistica Italiana.

1923 – Viene fondata la C.A.E.N. Confederazione Alpinistica Escursionistica Nazionale.

1927 – Viene fondata la F.I.E. Federazione Italiana Escursionismo,che negli anni trenta,durante il regime fascista ,sarà costretta e obbligata a confluire nell’Opera Nazionale Dopolavoro,ove verrà sciolta.

1946 –  Dopo la Liberazione ,nella sede della Società Ginnastica Cristoforo Colombo di Genova si riunisce ungruppo di escursionisti e alpinisti che progettano insieme la ricostituzione della F.I.E.; rinasce così dopo la guerra la Federazione Italiana Escursionismo il cui Presidente nazionale attualmente è il Professore Andrea Turolla.

1971 – 29 novembre. Il DPR n°1152 concede alla F.I.E. la personalità giuridica quale Ente Morale. Tale decreto viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°6 dell’8 gennaio 1972.

2004 – 17 novembre. Il Ministero dell’Ambiente, con suo decreto, inserisce la F.I.E. tra le Associazioni di Protezione Ambientale.

 

1898 – 2011 ANTICA STORIA DI UNA GLORIOSA ASSOCIAZIONE ITALIANA  ALPINISTICA  ESCURSIONISTICA POPOLARE, LA FEDERAZIONE ITALIANA ESCURSIONISMO - F.I.E.

La storia della Federazione parte da molto lontano, precisamente dall’estate del 1898 a Milano dove si forma la “Federazione Prealpina”,sodalizio che svolge principalmente il suo operato nei dintorni di Lecco. E’ il tempo in cui muove i primi passi anche il C.A.I. svolgendo il proprio operato in ambiente prettamente alpinistico.

Erano gli anni dei grandi mutamenti sociali, nel 1877 la legge Coppino aveva proclamato l’obbligatorietà dell’istruzione elementare, nel 1882 si attua la riforma elettorale dettata dalla necessità di allargare le basi dello stato. Si sviluppò l’inchiesta Jacioni sull’agraria che non portò grandi cambiamenti ma mise in luce i molti problemi del paese e fu varato, sempre in quel periodo,il programma di decentramento amministrativo”Depretis” che portò alla prima vera autonomia amministrativa degli Enti Locali attraverso l’elezione dei Sindaci. E’ il periodo in cui la nostra nazione visse l’emigrazione dalle campagne spesso verso le città ma più spesso, purtroppo,verso le terre d’America o “come si diceva la”Merica”.E’ il periodo della nascita delle prime organizzazioni operaie, della  nascita della Prima Internazionale,delle lotte per l’emancipazione del proletariato, del mutuo appoggio, delle prime cooperative e fratellanze, di ispirazione a volte marxista, a volte socialista a volte anarchica comunista e anarchico-sindacalista, a volte cattolica popolare.

E’ in questo periodo di grandi mutamenti sociali che l’accostarsi alla natura variò il suo approccio dalle genti, se prima la natura era vissuta a stretto contatto con le montagne, sulle colline e nella campagne,costretti anche dal duro lavoro, ora lo spopolamento che iniziava con i viaggi degli emigranti e con lo scendere in città nelle fabbriche, lasciava abbandonate vaste aree del nostro paese, i sentieri non più percorsi per il povero lavoro dei montanari venivano lasciati all’incuria del tempo. E’ uno scenario che vede delle persone avvicinarsi alla montagna non più per dovere, per lavoro ma per il solo piacere dello svago, è il momento che questi antichi tracciati devono essere rimessi alla luce, tenuti vivi, da qui nasce l’esigenza di creare una federazione tra le poche associazioni popolari dell’epoca per segnare i sentieri non tanto alpinistici ovvero che portano ad una parete da arrampicare, compito che iniziava ad assolvere il neonato C.A.I.  ma per la funzione di sentieri atti all’escursione, sia montana che pedemontana.

Nel 1906 la “Federazione Prealpina” intuendo le vaste e variate necessità del pubblico escursionistico, costitui una commissione denominata “Consorzio per le segnalazioni in montagna” con sede presso il “Touring Club Italiano”. Tale commissione fu incaricata di redigere un “Regolamento per l’esecuzione delle segnalazioni in montagna” che prevedesse l’utilizzazione di ventitre simboli, prevalentemente geometrici, da apportare con vernice minio rossa sui sentieri che, come recita lo statuto del Consorzio “ove si possa giungere anche da turisti od alpinisti poco pratici,senza difficoltà,escluse assolutamente le ascensioni che presentino pericoli e quelle in generale per le quali non esista strada o sentiero”. Siamo giunti al periodo liberale-progressista del governo Giolitti e se da una parte la base associativa e sociale della F.I.E. prende corpo e sostanza sui sentieri escursionistici dell’Italia, dall’altra anche il C.A.I. ebbe una sua prima e naturale evoluzione alpinistica, considerando il sentiero quale mezzo per raggiungere i punti di partenza delle arrampicate e dando via alle “Grandi ascensioni alpine popolari”. Tutto questo durò ben poco, trombe di guerra annunciavano lo scoppio della crudele prima guerra mondiale e tutto quanto non fosse stato militare e rivolto a azioni di guerra sui monti si fermò.

I monti vennero bagnati dal sangue di centinaia di migliaia di giovani e meno giovani, inviati a morire per la “patria regia” a difendere i “sacri confini”, i monti diventarono la tomba della gioventù del popolo italiano.

Il “Consorzio per le segnalazioni in montagna” nei nove anni di lavoro precedenti allo scoppio della guerra,segnalò con un immenso lavoro di volontariato oltre duecentocinquanta itinerari e ne pubblicò le relative monografie e informazioni.

Nel 1923 Carlo Toesca a Torino riorganizzò tutto il lavoro fatto dal Consorzio,dando voce ad una nuova federazione denominata “ Confederazione Alpinistica Escursionistica Nazionale”, questo nuovo soggetto sopravvisse solamente fino al 1927, il tempo di realizzare l’importante archivio dei lavori fatti ed organizzare la nuova attività, per evolversi finalmente in F.I.E. Federazione Italiana Escursionismo con nuova sede nazionale a Roma. Era però il tempo dell’ascesa al potere del fascismo in Italia, delle gerarchie autoritarie delle camice nere, dei grandi raduni ed adunate oceaniche. Un tempo autoritario che soffocò le libere associazioni politiche e sociali, che registrò l’obbligo alle grandi associazioni come F.I.E. e C.A.I. di aderire alle organizzazioni del partito fascista e nel 1931 fu perentorio l’obbligo che ogni associazione, praticante l’alpinismo, facesse capo al C.A.I. (divenuto Centro di Alpinismo Italiano), mentre per la F.I.E. ancora una volta era dietro l’angolo la condanna ad un nuovo scioglimento, con l’obbligo imposto d’adesione all’Opera Nazionale del Dopolavoro Fascista, divenendo in questo modo il braccio operativo del partito fascista nel mondo dell’escursionismo. Nonostante gli anni bui del fascismo, la libera attività escursionistica in montagna, ricevette una spinta notevole. Furono organizzati “liberi” raduni montani, messi a dimora cippi e lapidi in ricordo di alpinisti caduti in montagna, furono organizzati incontri e escursioni nelle sedi sociali, sistemati sentieri e stampate nuove cartografie, quasi in “segreto” un minimo di vita democratica andava avanti. Ma l’azione disgregatrice del Dopolavoro fascista e la piega repressiva e sempre più autoritaria accelerata del regime fascista, anche con la firma delle leggi raziali, convinse la dirigenza dell’epoca della Federazione alla chiusura degli uffici e sedi ed alla proclamazione definitiva del proprio scioglimento. Scelta coraggiosa e antifascista che venne vista dal regime fascista come una ulteriore sfida in contrapposizione alla richiesta obbligatoria di adesione al regime di Mussolini.

Dovranno essere ammainate le bandiere della guerra di tutto il mondo, oramai intrise di sangue di milioni di innocenti, dovranno tacere i tamburi delle parate di guerra del nazifascismo, si dovrà lottare con la Lotta di Liberazione per giungere alla nostra completa libertà dal nazifascismo il 25 Aprile 1945, si dovranno ripudiare i cannoni e le guerre, perché il giorno 16 Aprile del 1946 presso la sede della Società Ginnastica “Cristoforo Colombo” di Genova, si riunisse un gruppo di persone rappresentanti di quello che era rimasto delle associazioni escursionistiche liguri con l’idea di far rinascere la nuova F.I.E..

Prepararono un statuto,elessero un direttivo ed un presidente: Lorenzo Lavarello, ed iniziarono a contattare, tra mille difficoltà, quanto era rimasto nell’Italia del dopoguerra delle associazioni escursionistiche. Ripresero con entusiasmo quello che il regime fascista aveva chiuso e disgregato. Risposero con altrettanto entusiasmo da tutto il paese ed in breve la Federazione Italiana Escursionismo era rinata.

Dalla Lombardia, dal Piemonte, dall’Abruzzo, dalla Liguria, dalla Toscana, dal Lazio arrivò una risposta positiva senza ombra di dubbio, dal Veneto le associazioni aderirono alla F.I.E. facendo però sapere che, nella loro regione era già stata fondata una Federazione la “ F.A.T. Federazione Alpinistica Triveneta”.

La F.I.E. non si scoraggiò, inviando un proprio rappresentante al primo congresso della F.A.T. a Teolo e poi al rifugio Rivolto in occasione del 25° di Fondazione del G.A.O. manifestazione che si tennero nella primavera del 1948 e dove la F.I.E fu sempre presente con i suoi dirigenti nazionali.

Il 18 settembre 1948 a Torino si tenne il primo Congresso Nazionale della F.I.E. dovè si approvò lo Statuto Federale mentre a livello nazionale la Federazione portava avanti una serie di interventi sia presso il Commissariato al Turismo (per parecchi anni dopo la fine della guerra nel nostro paese al posto del Ministero del Turismo esisteva un più semplice Commissariato al Turismo) che presso tutte le Associazioni e Federazioni Sportive ricostituite e rifondate.

Oggi si potrebbe sorridere pensando alle epiche battaglie della F.I.E. come quella per “il libero trasporto degli sci sui treni” o per una “più semplice libertà delle gite escursionistiche”,battaglie vinte e per questo motivo la F.I.E. fu ufficialmente riconosciuta come interlocutrice dell’allora Commissariato al Turismo Italiano.

E’ il periodo che il C.O.N.I. riconosce la Federazione Italiana Escursionismo quale unico ente in Italia proposto alla disciplina dell’attività di marcia alpina di regolarità in montagna. Via ,via la Federazione assume una propria identità organizzando importanti convegni sull’escursionismo, viene riconosciuta la personalità giuridica da parte dello Stato Italiano, ad Oxford nel 1967 partecipa ai primi lavori per la costituzione di un organismo europeo e nel 1970 ufficialmente entra a far parte della Federazione Escursionistica Europea

Nel 1972 riceve simbolicamente dal Presidente della F.E.E. Dr.Fahrbach a Costanza, sull’omonimo lago, i primi due Sentieri Europei che transitano per l’Italia, il n° 21 e il n° 5. Continua lo sforzo sportivo con l’organizzazione di gare di Sci e di Marcia Alpina di regolarità sia regionali che nazionali. E contestualmente  i Sentieri Europei continuano nel loro sviluppo permettendo ad esempio che il 16 settembre 1990 al passo Pelegatta sul gruppo dei Monti della Carena a cavallo tra la provincia veronese vicentina e triestina venga inaugurato l’incrocio tra i Sentieri Europei E.5 e E.7 alla presenza del Presidente della F.I.E. e alla presenza tra l’altro del Vice Presidente del C.A.I. Dr. Teresio Valsesia. Nel 2004 il Ministero dell’Ambiente riconosce alla F.I.E. il riconoscimento ufficiale quale Ente per la Difesa della Natura e l’Ambiente. Molti altri sono gli eventi, incontri europei, manifestazioni regionali e nazionali, riconoscimenti, ma questi sono storia di oggi.

(www.fieitalia.com)